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Mostre temporanee

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Tutte le informazioni disponibili sulle mostre promosse da Pro Loco Mestre e ospitate presso la Torre Civica su indicazione dell'Ufficio Cultura del Comune di Venezia


Fortezze e città a Creta e nel Peloponneso al tempo di Francesco Morosini

dal 8 Settembre 2020 al 6 Gennaio 2021 - presso: Torre Civica (dell'Orologio)

Fortezze e città a Creta e nel Peloponneso al tempo di Francesco Morosini

La mostra intende restituire l'aspetto di alcune città e fortezze di Creta e del Peloponneso nell'età di Morosini attraverso immagini e documenti del suo tempo (anche se solo in riproduzione, per motivi di ordine conservativo). Tra i principali testimoni vi sono le 48 grandi tele realizzate tra la fine del Seicento e i primi anni del secolo seguente per celebrare le imprese militari di Morosini in Levante, dipinti in gran parte finora poco noti e poco studiati. Ai dipinti si affiancano varie altre immagini che appartengono ad altri contesti e che hanno origini e finalità diverse: i documenti ufficiali, redatti dall'apparato amministrativo e militare, e le opere a stampa che furono diffuse in tutta Europa anche per soddisfare la curiosità del pubblico rispetto alla storia e all'aspetto dei luoghi in cui si stavano svolgendo le campagne militari veneziane e della Sacra Lega.
Dopo una sintetica introduzione ai luoghi, alla figura di Francesco Morosini e alla storia delle tele Morosini, la mostra è articolata in tre principali sezioni, una dedicata a Creta e due al Peloponneso.
Nella prima sezione si esibiscono la potenza delle difese di Candia - città che resistette a un assedio lungo più di vent'anni - e le fortezze del Golfo della Suda, territorio di notevole rilevanza strategica situato nei pressi dell'altra principale città del Regno, Canea (Chanià).
Le due sezioni dedicate alla Morea guardano invece separatamente alle fortezze del territorio, avamposti più specializzati in senso militare, e alle più importanti città portuali delle coste del Peloponneso tra cui, nell'età di Morosini, un posto rilevante ebbero Modone, Corone e Na-varino Vecchio e Nuovo.

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dal 8 Settembre 2020 al 6 Gennaio 2021 - in collaborazione col Comando Regionale Veneto della Guardia di Finanza

Orari di apertura:
da Mercoledì a Domenica 10,30-12,30 / 16,30-19,30

Ingresso libero

Lo Stato da mar, i territori veneziani del Levante, situati lungo le coste dell'Adriatico e nel Mediterraneo, sono luoghi in cui la presenza di Venezia risale al Medioevo. È uno Stato dalle caratteristiche particolari poiché non possiede una coesione territoriale ma è composto da città, porti e fortezze fra loro isolati e collegati principalmente dalle rotte marittime che passano lungo la sponda orientale dell'Adriatico e raggiungono l'Egeo e il Mediterraneo orientale attraversando le isole lonie, la Grecia continentale, la Morea (il Peloponneso) e l'isola di Candia (Creta).
Nel corso dei secoli, la geografia dello Stato da Mar cambia continuamente e in particolare tra Quattrocento e Cinquecento, in seguito alle guerre con gli Ottomani, nuovi territori passano sotto il governo di Venezia e altri sono invece definitivamente perduti. Le città costiere della Morea cadono quasi tutte entro lo scoccare del 1500 mentre l'isola di Candia rimane veneziana con continuità per più di quattrocento anni, fino al 1669. I cambiamenti di governo in questi territori lasciano tracce evidenti anche nella storia delle città: nel loro aspetto, nel loro impianto urbano e nelle loro opere di difesa.

Francesco Morosini (1619-1694), per quattro volte capitano della flotta e dell'esercito veneziano, oltre che doge (dal 1688), ebbe un ruolo particolare e importante nella storia di Candia e in quella della Morea, nonostante le loro diversità.
Morosini combatté nella guerra per la difesa del Regno di Candia (1645-1669) e ne segnò anche l'atto finale consegnando all'Impero ottomano la capitale (Candia, Chandaka, Iraklion) e l'intera isola, salvo alcuni avamposti che rimasero veneziani fino alla caduta della Repubblica. Qualche anno dopo, nel corso della guerra della Sacra Lega contro l'Impero Ottomano (1684-1699) - l'unica guerra di attacco combattuta da Venezia contro i turchi - Morosini invece non solo riconquistò molte delle antiche città e fortezze della Morea, ma estese i possedimenti della Repubblica a quasi tutto il Peloponneso: un successo però di breve durata poiché la Morea fu definitivamente persa solo pochi anni dopo, tra il 1714 e il 1718.
L'età di Morosini è quindi un momento che ben rappresenta le differenti vicende delle città e delle fortezze che si trovano in questi due territori: il continuo dominio veneziano su Candia, e la sua importanza politica ed economica per la Repubblica, fecero sì che i sistemi di difesa dell'isola fossero continuamente aggiornati, seguendo le nuove concezioni im-postate e diffuse nel XVI secolo così come i successivi aggiornamenti; in Morea, invece, la maggior parte delle città e delle fortezze nel XVII secolo conservano difese più antiche, in parte realizzate dagli stessi veneziani e solo in parte modificate e aggiornate durante il periodo del dominio ottomano.


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La Guerra dei Confini: 1372-1373

dal 28 Settembre al 20 Ottobre 2019 - presso: Torre Civica (dell'Orologio)

La Guerra dei Confini: 1372-1373

L'esposizione è dedicata alla guerra dei confini avvenuta tra il 1372-73 tra Veneziani e Padovani. Guerra che vide la costruzione di molte bastie e fortilizi cinti da palizzate di legno circondati da fossati.
Sono presenti ricostruzioni di armi e scudi tipici dell'epoca accompagnati da mappe antiche e narrazioni di memorabili battaglie. Una particolare attenzione poi alla produzione ceramica graffita e smaltata, rappresentata da una serie di esemplari recuperati nei bacini lagunari, a cui si affiancano altri manufatti artigianali particolari, come le pipe chioggiotte e i tegami realizzati in pietra ollare.

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dal 28 Settembre al 20 Ottobre 2019 - in collaborazione col gruppo archeologico Mino Meduaco

Orari di apertura:
da Martedì a Domenica 10,00-13,00 / 16,00-19,00

Ingresso libero

La guerra che oppose Padova e Venezia negli anni 1372-1373 passata alla storia come guerra dei confini si svolse in gran parte nel territorio dell'antica Pieve di Lova ed ebbe Lova e il territorio attiguo come centro delle operazioni belliche: in quel terreno paludoso e malsano si concentrarono i due eserciti; in mezzo agli acquitrini si svolsero le principali operazioni d'armi, si combattè accanitamente con morti, feriti e grandi sofferenze per la popolazione locale.
Venezia stretta nelle sue isole aveva già esteso il suo dominio lungo le coste dell'Istria mentre il territorio immediatamente alle sue spalle era ancora in mano straniera e talvolta in mani molto ostili. Era naturale la sua tendenza di estendersi nella terra veneta per una sua maggiore sicurezza, aumentare i suoi traffici commerciali e per dare basi solide alla sua nascente potenza politica. Ma in questa direzione sorgevano le più grosse difficoltà e prime fra tutte la città di Padova con i suoi signori: i Carraresi.
Questi costruirono nuove fortezze ed insediamenti abitati a ridosso dei confini con i territori veneziani che ritennero tali costruzioni minacciose per la loro città e a loro volta si fortificarono a S.Ilario presso Gambarare, in territorio che il carrarese Francesco I riteneva di sua competenza. La diplomazia non fu sufficiente per ricucire i rapporti tra le due parti e si arrivò così all'uso delle armi con il coinvolgimento di tutta la regione di confine tra il pievado di Sacco e la gronda lagunare dove vennero costruite dall'una e dall'altra parte numerose bastie, costruzioni militari tipiche dell'epoca caratterizzate da spalti di terra circondati da un fossato e protetti da palizzate di legno, che hanno lasciato ricordi nel nostro territorio in nomi ancora attuali di vie e canali lagunari.

Gallerie fotografiche:


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